Graziano e la prova regina
Non riuscivo a capire come potessero sostenere, alcuni esponenti della sinistra e anche un brillante notista politico di un quotidiano cittadino, che l’onorevole Vincenzi – da 17 anni assessore comunale in svariate giunte con svariati sindaci, presidente della Provincia per due mandati, e ora unica eurodeputata della Liguria – è il “nuovo” e la rottura rispetto alla sinistra che governa questa città da un terzo di secolo, mentre il sottoscritto rappresenta la “continuazione delle lobby partitocratiche”. Per fortuna il senatore Graziano Mazzarello me lo ha spiegato nel corso di un dibattito televisivo (nel quale, per la terza volta in pochi giorni, l’onorevole Vincenzi ha rifiutato il confronto diretto preferendo inviare il suo luogotenente).
Poiché io avevo appena argomentato che la sinistra governa questa città da molto tempo, e che mi pare difficile per un esponente di primissimo piano della sinistra chiamarsi sistematicamente fuori da tutte le cose non fatte o fatte male nel corso di questi anni, il senatore mi dedica una risposta folgorante. “Guardi che bisogna finirla di dire che la sinistra governa da un terzo di secolo. Non è affatto vero. La sinistra guida questa città dagli anni ’70”. Pausa. Il senatore sfodera un sorriso mefistofelico. Poi prosegue sornione: “Ma nel 1985 c’è stata anche una giunta nella quale c’era anche un certo partito…” Altra sapiente pausa. Gioca al gatto col topo. Ha in serbo l’arma letale. Con una recitazione da oscar, finge di ricordare in quel momento: “anzi… se ben ricordo, un partito al quale proprio lei, professor Musso, era iscritto… o sbaglio?”.
Ecco il colpo del KO. Lo riassumo per i distratti: sì, è vero – dice Mazzarello – che la sinistra è andata alla guida di Genova 33 anni or sono. Ma attenzione: dal 1985 al 1990 c’è stata la giunta di Cesare Campart, repubblicano, che era sostenuta da cinque partiti, e che soprattutto aveva anche un assessore (Gamalero) espresso dal Partito Liberale Italiano, al quale io, che allora avevo 23 anni, sarei stato successivamente iscritto, fino – mi pare – al 1992 o 1993. Solo per la cronaca, la giunta Campart, in cinque anni, mise in cantiere e realizzò la riconversione del Porto Antico, la ricostruzione del Carlo Felice e dello stadio, la metropolitana, e mi pare anche il nuovo aeroporto. Ma nel 1985 io, ventitreenne, non ne facevo parte, e non avevo alcun ruolo politico.
Ma a parte ciò, è ovvio che con questo precedente è più che giusto che i mali di Genova siano attribuiti a me, e non alle giunte di sinistra di cui ha fatto parte l’onorevole Vincenzi, cioè “il nuovo” che avanza. Come ho potuto non pensarci?
E adesso, seriamente, cari politici professionisti della sinistra. Per molti di voi ho anche stima, e non basteranno questi scomposti attacchi a farmi cambiare idea. E nemmeno pretendo che siate in buona fede quando mi attaccate. Io sarò corretto con voi, ma non pretendo che voi lo siate con me, perché la vittoria in queste elezioni significa per molti di voi sopravvivenza politica e stipendi. Solo (anche nel vostro interesse), cercate di non rendervi ridicoli, e soprattutto di non considerare gli elettori degli imbecilli.
Poiché io avevo appena argomentato che la sinistra governa questa città da molto tempo, e che mi pare difficile per un esponente di primissimo piano della sinistra chiamarsi sistematicamente fuori da tutte le cose non fatte o fatte male nel corso di questi anni, il senatore mi dedica una risposta folgorante. “Guardi che bisogna finirla di dire che la sinistra governa da un terzo di secolo. Non è affatto vero. La sinistra guida questa città dagli anni ’70”. Pausa. Il senatore sfodera un sorriso mefistofelico. Poi prosegue sornione: “Ma nel 1985 c’è stata anche una giunta nella quale c’era anche un certo partito…” Altra sapiente pausa. Gioca al gatto col topo. Ha in serbo l’arma letale. Con una recitazione da oscar, finge di ricordare in quel momento: “anzi… se ben ricordo, un partito al quale proprio lei, professor Musso, era iscritto… o sbaglio?”.
Ecco il colpo del KO. Lo riassumo per i distratti: sì, è vero – dice Mazzarello – che la sinistra è andata alla guida di Genova 33 anni or sono. Ma attenzione: dal 1985 al 1990 c’è stata la giunta di Cesare Campart, repubblicano, che era sostenuta da cinque partiti, e che soprattutto aveva anche un assessore (Gamalero) espresso dal Partito Liberale Italiano, al quale io, che allora avevo 23 anni, sarei stato successivamente iscritto, fino – mi pare – al 1992 o 1993. Solo per la cronaca, la giunta Campart, in cinque anni, mise in cantiere e realizzò la riconversione del Porto Antico, la ricostruzione del Carlo Felice e dello stadio, la metropolitana, e mi pare anche il nuovo aeroporto. Ma nel 1985 io, ventitreenne, non ne facevo parte, e non avevo alcun ruolo politico.
Ma a parte ciò, è ovvio che con questo precedente è più che giusto che i mali di Genova siano attribuiti a me, e non alle giunte di sinistra di cui ha fatto parte l’onorevole Vincenzi, cioè “il nuovo” che avanza. Come ho potuto non pensarci?
E adesso, seriamente, cari politici professionisti della sinistra. Per molti di voi ho anche stima, e non basteranno questi scomposti attacchi a farmi cambiare idea. E nemmeno pretendo che siate in buona fede quando mi attaccate. Io sarò corretto con voi, ma non pretendo che voi lo siate con me, perché la vittoria in queste elezioni significa per molti di voi sopravvivenza politica e stipendi. Solo (anche nel vostro interesse), cercate di non rendervi ridicoli, e soprattutto di non considerare gli elettori degli imbecilli.

4 Commenti:
POTERI FORTI, ANZI FORTISSIMI.
Sì,i programmi locali saranno centrati sui tremendi precedenti del nostro candidato Sindaco. Al quale vanno attribuiti i mali di Genova.
Dopo tutto è lui o non è lui che si è permesso di mascere circa 44 anni fa? E che si permette oggi di candidarsi, impedendo l'avanzata della nuovissima sindachessa sostenuta dalla sinistra , ma che schifa la sinistra ed è da questa schifata?
Mazzarello è quello che in teatro si chiamerebbe "caratterista".
milena p.
Ho 44 anni, non scrivo per me. Ma scrivo perchè spero per mia figlia che genova migliori.Sono stanco di farmi governare dalla sinistra. Dalla sua falsa propaganda. Dalle sue biche logiche di potere. Dal suo modo di plasmare le menti dei giovani solo per il loro tornaconto. Avrà sicuramente il mio voto, anzi verserò qualcosa in favore della sua campagna elettorale. E se servirà verro a portare i volantini in giro anche di notte dopo il lavoro. Cordialmenre RICCARDO
Non mi stupisco di questa gente, che ormai ha fatto di Genova il proprio humus politico. Senza le loro poltrone in comune o in provincia si sentirebbero perduti, espropriati del loro potere.
Che però non è attribuito loro a tempo indeterminato da qualche entità divina, ma dagli elettori e arriverà presto il giorno delle elezioni.
Mazzarello rappresenta il vecchio dell'amministrazione pubblica genovese, quella crosta patinata che ha avvolto la nostra città negli ultimi decenni.
Non mi stupiscono i suoi attacchi, le arrampicate sugli specchi nel vano tentativo di screditarti, Enrico, agli occhi dell'opinione pubblica.
Finalmente questa sinistra si sente insidiata, è consapevole che il risultato di queste elezioni non è per nulla scontato.
Vedrai come col passare del tempo questi attacchi personali aumenteranno, ancor più quando lor signori si accorgeranno che quello che una volta era il loro elettorato sicuro e stabile avrà deciso di voltar pagina e di dare fiducia a Musso e Oliveri.
Mazzarello e amici per ora fanno finta di non vedere, ma si accorgeranno presto che a Genova il vento sta cambiando: non è più tempo di uno scirocco appiccicoso, quello che a Genova solitamente porta pioggia e grigiore (e che simbolicamente ben si accompagna alle passate giunte di sinistra).
E' tempo di un fresco vento di maestrale, che porti il sereno sulla nostra città e onde lunghe che ci aiutino a spazzare via la sinistra dall'amministrazione pubblica della città.
Emblematico esempio della risaputa malafede del centrosinistra!Sinceramente negli ultimi mesi stanno facendo fare proprio brutta figura ai loro elettori...tanto a livello locale che nazionale!
Alessandro
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